OTTOBRE 2011
Ci ritroviamo a Rendinara poco dopo le otto. Francesco ed io, che siamo direttori di gita, siamo partiti direttamente da Roma per motivi logistici e di costi e abbiamo delegato il buon Guelfo a fare le nostre veci alla partenza da Monterotondo, anche se ciò non è molto ortodosso.
Ci hanno raggiunto Guelfo, Antonio,Elisabetta, Goffredo, Pasquale, Lorenzo, Angelo, Giovanni e Marco. Ci fermiamo al bar a prendere un caffè mentre attendiamo gli amici del Cai di Latina che hanno deciso di raggiungerci per questa escursione che non hanno mai fatto; Stefano, Mauro che è il presidente, Paola e Francesco.
Dopo tante giornate di bel tempo, le previsioni per oggi non sono proprio le migliori. Sono previste le prime nevicate oltre i 1200 m proprio dove stiamo noi sui monti Ernici tra il confine frusinate tra Lazio e Abruzzo. Il cielo è cupo ma più che neve, minaccia pioggia.
Partiamo poco prima delle nove lungo una comoda carrareccia che va verso sud uscendo dal paese e inizia a salire fino ad entrare nella Valle del Rio dove la strada è prima più ripida e poi diventa piacevole.
La temperatura si è fatta più fredda e il cielo più cupo e più basso. Continuamo a procedere mentre cadono le prime gocce di pioggia e il passo si rallenta; si tirano fuori le giacche a vento e i coprizaini. Ma la pioggia dura poco e con sorpresa e non poca gioia, almeno iniziale, ci rendiamo conto che è la prima nevicata di quest’autunno. Guardando l’altimetro rimango meravigliato dalla precisione delle previsioni visto che stiamo poche decine di metri oltre i 1200 m. il tempo ci rallenta e il gruppo si rallenta mentre la neve insieme a un vento forte ci ostacolano.
Procediamo nel sentiero, in salita ma comodo, che costeggia un bosco e spesso si inoltra in esso. Il tempo alterna nevicate fitte, ma dai fiocchi piccoli, a momenti dove è appena percettibile.
Ci raduniamo in uno spiazzo nel bosco proprio mentre la nevicata si fa fitta e ci consultiamo sul procedere avanti o tornare indietro. Innanzitutto verifichiamo che ognuno abbia l’abbigliamento e l’attrezzatura per quel tempo. Tutti sono coperti abbastanza dal freddo e dall’acqua anche se qualcuno in maniera appena sufficiente. Nel gruppo qualcuno è meno convinto di procedere avanti ma la maggior parte di noi vuole continuare. Decidiamo di rimandare la decisione più avanti e di provare ad arrivare almeno al punto in cui il sentiero esce dal bosco e poi, eventualmente, se il tempo non migliora, di tornare indietro.
Arriviamo alla fine del bosco e il vento dirada le nuvole e smette di nevicare mentre per terra si è macchiato di bianco. Monte Pratillo (2007 m) ci si para davanti e decidiamo di continuare a salire visto il miglioramento delle condizioni meteo. Saliti a Monte Pratillo parte del gruppo decide di aspettarci lì mentre con una ventina di minuti a salire e un quarto d’ora a scendere, andiamo e torniamo dalla cima di Pizzo Deta (2041 m). tornati sotto a Monte Pratillo mangiamo qualcosa e poi torniamo indietro ripercorrendo il sentiero dentro la Valle del Rio.
Bravo Omar è una bella relazione. Sarebbe bene che altri seguissero il tuo esempio
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